π ππ§ π¬π¨π π§π¨ ππ‘π ππ¨π¦π’π§ππ’π π ππ ππ‘π’π₯π¨π¦πππ«π’ ππ πππ¬π: ππ’π§πππ§π³π¨ ππ’π©π’ππ«π«π¨
Ora che tutti sognano gli USA πΊπΈ, 63 km – da Salandra a Potenza – sembrano unβinezia, ma 15 anni e nel 1994 sono quelli che segnano lβinizio del sogno cestistico di ππ’π§πππ§π³π’π§π¨ ππ’π©π’ππ«π«π¨ π: βLa domenica piΓΉ strana della mia vita, lasciai famiglia, amici e campetto, la mia vita fino a 15 anni. Con me un materasso, qualche lacrima e soprattutto la grande voglia di giocare a basketβ. Il convitto diventa casa per quattro anni, nuovi compagni di scuola e di squadra e βla consapevolezza di doversi conquistare tutto, senza regali, ma per me la miglior esperienza che da adolescente potessi vivereβ. Nel segno del palleggio, arresto e tiro che ne diventa il marchio di fabbrica π―: βAdesso Γ¨ raro, ma Γ¨ il piΓΉ bel gesto da vedere su un parquet e fa la differenza nello spazio tra te e il ferroβ.
Due promozioni, una Coppa Italia, un titolo di MVP e una B1 da leader a Gragnano π lβapice di una carriera che gli fa guadagnare credito e rispetto, prima di approdare in Puglia: βRuvo merita lβA2, cβΓ¨ una passione pazzesca che ho avvertito di persona, a Taranto lβauspicio Γ¨ che i Giochi portino non solo strutture, ma anche progetti e stabilitΓ β. Quella che ha trovato a Vasto, dove ha chiuso la carriera, ma non col basket e lo sport: βPer bellezza e tranquillitΓ Γ¨ il posto giusto per me e la mia famiglia, la passione per la preparazione fisica Γ¨ innata e formarmi come osteopata mi permette di aiutare gli atleti a risolvere problemi che ai miei tempi sembravano misteriβ. I tempi di Trevisan e Teofilo, Mlinar e Lorusso, che anche ora sprinterebbero per star dietro al basket frizzante di un piccolo playmaker partito dalla collina materana. β€οΈπ
Donatello Viggiano





