RUBRICHE
CHAMPION

Stefano Sirena

🏀 𝐓𝐫𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐪𝐮𝐞𝐭 𝐞 𝐟𝐚𝐥𝐨̀, 𝐦𝐚 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨: 𝐒𝐭𝐞𝐟𝐚𝐧𝐨 𝐒𝐢𝐫𝐞𝐧𝐚

Ci sono famiglie dove il basket è uno sport.
E poi quelle dove il basket è DNA.
𝐒𝐭𝐞𝐟𝐚𝐧𝐨 𝐒𝐢𝐫𝐞𝐧𝐚 è nato a Brindisi ed è cresciuto così: pane, parquet e palloni che rimbalzano.
Papà Giovanni giocava, zio Walter è stato protagonista tra B1 e B2, e lui insieme al fratello Danilo viveva praticamente in palestra.
A 16 anni arrivano le prime convocazioni in B1 con la Prefabbricati Pugliesi.
Tre allenamenti al giorno, sogni enormi e anche episodi indimenticabili… come quella notte a Pistoia in cui accese l’idromassaggio alle 2 senza sapere di avere Camata nella stanza accanto 🤣
Ma il basket gli ha regalato soprattutto emozioni vere.
Quelle belle e quelle che fanno male.
La più dura?
Finale playoff Monteroni-Lecce, 2008.
Fallo a tempo scaduto, partita in parità: due liberi per vincerla.
0/2.
Supplementare e sconfitta.
“È stata dura da mandare giù… ma mi è servita per crescere.”
Dopo anni arriva la rivincita: nel derby Lecce-Monteroni segna 35 punti e trascina i suoi a una vittoria rimasta nella memoria di tutti 🔥
Poi l’infortunio al ginocchio, il primo vero ostacolo della carriera.
“Mi è caduto il mondo addosso.”
Da lì la scelta di fermarsi.
Ma il basket, certe volte, non ti lascia andare davvero.
Oggi Stefano è tornato nella sua Brindisi, vicino alla famiglia e agli affetti più importanti.
Da settembre si allena con la Dinamo Brindisi e ringrazia coach Antonio Cristofaro per avergli ridato entusiasmo 😜🏀
Nel suo percorso ci sono persone fondamentali:
lo zio Walter, esempio dentro e fuori dal campo, e compagni come Michele Colella e Manuele Mocavero, che lo hanno aiutato a crescere come uomo prima ancora che come giocatore.
E poi c’è stata anche l’esperienza a Temptation Island.
“Tra una partita decisiva e il falò? Molta più ansia il falò!” 🤣🔥
Un’esperienza fortissima che però non lo ha cambiato:
“Sono rimasto la stessa persona di sempre.”
Il futuro?
Magari un ultimo ritorno in campo… perché in fondo non si è mai ritirato davvero.
Perché quando il basket ti scorre nelle vene, non puoi abbandonarlo mai. 💙🏀

Guarda anche