Ci sono persone che conoscono un palazzetto meglio di casa propria.
๐๐๐ฅ๐ฏ๐๐ญ๐จ๐ซ๐ ๐๐ฉ๐๐๐ข๐๐๐ญ๐จ, per tutti Totino, รจ una di loro. Da sedici anni apre e chiude le porte del PalaMonteroni, ma soprattutto ne custodisce ogni ricordo.
Mentre il paese dorme, lui รจ giร al lavoro: prepara il parquet, sistema gli spogliatoi, piega con cura ogni divisa al posto giusto. Perchรฉ ogni dettaglio, per lui, racconta rispetto.
E quel rispetto se l’รจ guadagnato da tutti.
C’รจ chi, come Damiano Faggiano, gli ha detto che uno spogliatoio cosรฌ ordinato non lo aveva visto nemmeno in Serie A. Chi, come coach Luigi Marra, ha dedicato a lui il grido di squadra, “1,2,3 Totino!”. E perfino chi ha chiamato “Totino” uno schema su rimessa. Perchรฉ quando diventi parte della squadra, succedono anche queste cose.
In sedici anni ha vissuto promozioni da ricordare per sempre e retrocessioni da mandare giรน a fatica. Ha macinato chilometri in trasferta, รจ stato dimenticato davanti a un bar mentre comprava i dolci per la squadra, ha riso con i giocatori, scherzato con lo staff e condiviso ogni emozione con il suo inseparabile cane Nico, mascotte silenziosa di tante stagioni.
E quando gli chiedono se abbia un giocatore preferito, la risposta arriva senza pensarci:
“๐๐๐๐ ๐ก๐ข๐ก๐ก๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐.”
Forse รจ proprio questa la frase che racconta meglio chi รจ Salvatore Spedicato.
Per lui il basket non รจ un lavoro. ร casa. ร famiglia. ร una passione che non va mai in vacanza, tanto che anche d’estate continua a passare dal palazzetto, quasi per assicurarsi che tutto sia al suo posto.
Perchรฉ ci sono persone che non segnano punti, non alzano trofei e non finiscono nei tabellini.
Ma senza di loro, nessuna partita inizierebbe davvero.
Sono loro i veri ๐๐ฎ๐ฌ๐ญ๐จ๐๐ข ๐๐ข ๐๐ฎ๐ ๐ฅ๐ข๐. 






