๐ ๐๐ ๐๐ง๐ง๐ข ๐ฌ๐ฎ๐ฅ ๐ฉ๐๐ซ๐ช๐ฎ๐๐ญ, ๐ฎ๐ง๐ ๐ฌ๐จ๐ฅ๐ ๐ฏ๐ข๐ญ๐: ๐๐ฎ๐ข๐ ๐ข ๐๐๐ซ๐ข๐ง๐๐ฅ๐ฅ๐ข
Prima di tutto papร (di Christian e Aurora).
Poi compagno.
E da sempre uomo di basket.
๐๐ฎ๐ข๐ ๐ข ๐๐๐ซ๐ข๐ง๐๐ฅ๐ฅ๐ข vive cosรฌ: famiglia e pallacanestro, intrecciate da una vita intera.
Quarantโanni di parquet, iniziati a 11 anni tra Torremaggiore e Foggia, poi il salto a 15 anni lontano da casa, tra Pescara e Pistoia, inseguendo un sogno piรน grande.
Da giocatore ha vissuto spogliatoi, battaglie e promozioni che restano dentro:
San Severo, dove รจ stato anche capitano, Ruvo, Trani, Bisceglie, Foggia.
Due su tutte: la promozione in Serie B con Ruvo e quella con San Severo dopo un supplementare che ancora oggi sa di impresa. ๐
Ma piรน dei trofei, restano le persone.
Gli amici di squadra, le notti in foresteria, gli allenamenti con campioni veri.
E soprattutto quello spogliatoio che oggi gli manca ancora:
quel posto dove non sei mai solo.
Diventare allenatore รจ stato naturale.
Era giร dentro di lui.
Oggi guida lโAir Basket Termoli, dopo esperienze tra San Severo, Cerignola, Bisceglie, Forio.
E continua a vivere il basket con la stessa passione, ma da una prospettiva diversa.
Anche qui emozioni forti:
la promozione in B con Cerignola contro Palermo.
E le sconfitte che fanno male, come una finale persa negli ultimi minuti.
Il basket cambia, le generazioni cambiano.
Ma una cosa resta:
il valore del sacrificio, del gruppo, del guadagnarsi ogni minuto in campo.
Luigi non dimentica chi ha condiviso il viaggio:
compagni come Valerio Corvino e Nicola Padalino,
e gli anni a Pescara e Pistoia, a contatto con campioni che alimentavano i sogni.
Oggi guarda avanti:
continuare ad allenare, sposarsi, godersi la famiglia e la vita.
Perchรฉ dopo 40 anni, la risposta รจ semplice:
il basket non รจ una parte della sua vita.





