Gianpaolo Ambrico

🏀 𝐀𝐦𝐛𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨, 𝐟𝐚𝐦𝐞: 𝐆𝐢𝐚𝐧𝐩𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐀𝐦𝐛𝐫𝐢𝐜𝐨

Le prove generali nella sua Matera, dove “la gara 5 di semifinale playoff per la promozione in A2 vinta contro Agrigento davanti a 4mila persone è il più bello di una serie di ricordi indimenticabili”, poi per 𝐆𝐢𝐚𝐧𝐩𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐀𝐦𝐛𝐫𝐢𝐜𝐨 è arrivato il momento di mettersi alla prova in prima persona, l’inizio di una carriera giovane, ma già intensa.
Porto San Giorgio e Chieti – con la conquista della semifinale – due tappe fondamentali nella crescita di un percorso da capo allenatore, che vive in Puglia i suoi momenti più significativi. “Esperienze molto simili, fatte di tante vittorie che hanno alimentato la mia consapevolezza di poter allenare a buoni libelli non solo da assistente” e, ironia della sorte, l’approdo, non più da avversario, sul parquet del PalaColombo, dove “di fronte a tantissima gente”, nella finale per la B Nazionale con Monopoli aveva sfidato proprio Ruvo.
Qui è molto più di un “vice”, allena e vince partite quando Campanella è squalificato, ma ha soprattutto la chance “di lavorare con coach importanti e stare a contatto e gestire e giocatori di spessore ed esperienza”. La C pugliese il banco di prova stimolante con cui tornare a confrontarsi a qualche anno di distanza, “è uno dei gironi di difficili d’Italia, soprattutto quest’anno ci sono giocatori di altissimo livello e fare bene qui può essere importante anche per aprire sbocchi prossimi in categorie superiori”.
Non perdendo di vista il futuro e la legittima voglia di continuare a crescere, meglio se attraverso la vittoria di un campionato, “perché di finali importanti ne ho perse già tre”. Il lasciapassare più credibile per coltivare la sana ambizione di calcare parquet ancor più prestigiosi.

Donatello Viggiano

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